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sabato 18 febbraio 2017

I LOVE TOSCANA

La toscana si conferma sempre più la terra dove amo correre,territori dolcemente ondulati misti ad improvvise salite irte con discese scoscese,strade sterrate scorrevoli e visuali molto ampie e magnifici passaggi tra i tipici casali delle campagne toscane,castelli e filari di vigne.
Montalcino,questo il luogo della mia ultima gara,la patria del prestigioso Brunello ma anche un posto ricco di storia e natura,dove molti trailer si trovano a loro agio.
Una manifestazione che ha registrato il sold-out quindici giorni prima del termine delle iscrizioni,poco più di 43km la gara corsa con oltre 1600D+ con partenza dalla fortezza di Montalcino.
Una gara che per me rappresentava(almeno queste erano le intenzioni iniziali) un lungo lento in preparazione di un ultratrail,il Tuscany Crossing.
Primi 14 km in prevalente discesa cui bisognava prestar attenzione a lasciar andare le gambe ma senza forzare,in quanto nella seconda parte si doveva affrontare quasi tutto il dislivello presente col rischio di arrivare con le gambe "brasate",una prima parte in cui non mi lascio prendere dall'agonismo e proseguo col mio ritmo ed i miei battiti predefiniti,corriamo praticamente sempre su strade bianche,indosso scarpe da trail non estremo,ma quelle da strada erano ideali,corro tranquillo con la mente sgombra da qualsiasi velleità di classifica,obiettivo arrivare con nelle gambe ancora forza per correre qualche km in più,volgo spesso lo sguardo in entrambi le direzioni per scrutare il paesaggio fino all'orizzonte,la giornata è un poco nuvolosa con un sole che sembra voglia uscire da un momento all'altro,la temperatura è perfetta per poter affrontare una lunga distanza.
Giunto al 15mo km comincia la gara,quella vera,con improvvise salite e conseguente cambio di lavoro dei muscoli delle gambe dall'eccentrico al concentrico,ma anche cambio di terreno lasciando le strade bianche per terreni più da trail,meglio affrontarle con calma per dar modo ai muscoli di riadattarsi al cambio di sforzo,scelta azzeccata quella di partire coi braccioli in quanto lo sforzo essendo diventato maggiore aumenta i battiti ed il caldo corporeo e loro son diventati di troppo e quindi li riavvolgo sui polsi,nelle discese comincio ad integrare anche con alimenti solidi(uvetta e datteri i miei preferiti),mi preoccupo soprattutto di gestire lo sforzo cercando di effettuare dei tira-molla non sfiancanti,col passare del tempo e dei km noto che passo diversi trailer,forse partiti con troppa veemenza in quelle discese iniziali,camminano anche su salite corribili,mi sento bene ed ormai ho abbandonato la mia tattica iniziale del lungo lento cercando una progressione dello sforzo,la mia adrenalina è a mille,certo non senza rischi di finire la benzina o dei crampi,che infatti arrivano(anche se non in maniera invalidanti),ma ormai sono al 40km e posso gestirli tranquillamente in quanto dietro di me vedo il vuoto....e pure davanti,rimane un ultimo sforzo,la salita verso Montalcino di circa 1,5km,tutta su ciotolato,le gambe dopotutto reggono anche quella salita dopo quasi 42km e qualche brivido mi assale nel passaggio nella fortezza ed appena fuori da essa,il gonfiabile che decretava la fine di questo meraviglioso viaggio,39mo assoluto della classifica maschile su quasi 200 podisti,nessuna classifica di categoria,guardando l'anno di nascita di chi mi ha preceduto sarei stato secondo MM50,certo in questo periodo della stagione molti trailer devono trovare ancora la loro forma,in ogni caso non importa per quella assenza della classifica di categoria,la mia mente ed il mio spirito sono invasi da una sorte di benessere enorme ed appagante,doverosi i complimenti agli organizzatori e ai numerosi volontari che hanno sostenuto ed incitato i trailer in questo emozionante percorso.
Tutta quelle serie di combinazioni azzeccate in questa gara (soprattutto integrazione,idratazione,tranquillità mentale,gestione dello sforzo) dovrò farne tesoro per l'ultra di aprile,sono corse lunghe in cui anche sbagliare uno di quei fattori può compromettere la gara facendola diventare un piccolo dramma,ma quella è e sarà in ogni caso un'altra magnifica avventura in questa terra...un sogno lungo 54km.





domenica 22 gennaio 2017

TO BE CONTINUED....

Se ne và un altro anno,il decimo da quando indossai le prime scarpette da running,le Nike air Pegasus,acquistate alla Decathlon e da allora ne è stato consumato di tempo...e di scarpe.
Quello che non passa è sempre la voglia di correre,soprattutto in ambienti naturali,di faticare su e giù per colline e montagne,di mettermi sempre alla prova con nuove esperienze in nuovi posti e perchè no,anche in prove più difficili,di recente ho spento le 52 candeline ma se il fisico continuerà a sorreggermi,non ci penserò più di tanto alla mia età anagrafica.
Un 2016 ottimo con 12 gare all'attivo,trasferte in liguria,toscana,trentino,val d'aosta,piemonte ed emilia romagna,in particolare ricordo il trail dell'isola del Giglio,una gara spettacolare in un'isola "inospitale",disseminata di pietre su quasi tutto il percorso,ma di una bellezza unica,ma anche il trail del lago d'Orta merita una menzione per i paesaggi che offre alla vista dei trailer e poi il pico trail nella valle Imagna e poi Saint Vincent,posti differenti ma accomunati da bellezze naturali.
In totale quasi 3200km percorsi,52000 mt. di dislivello totale,tre podi di categoria e diversi ottimi piazzamenti,è stato un anno in cui ho "alzato"la mia asticella del dislivello toccando per diverse volte in gara e allenamento i 2000 e oltre D+.
Nell'ultima gara,corsa nella bergamasca il 20 novembre(32km 2200D+),le gambe hanno mostrato una non indifferente stanchezza per cui per circa un mese ho completamente lasciato perdere le salite,cercando di migliorare la velocità in piano,un pò trascurata negli ultimi tempi in quanto con gare quasi sempre di 35km circa con 1700/2000 D+ la resistenza aerobica diventa prioritaria,relegando il mantenimento della velocità a quegli allenamenti si di qualità ma senza che il fisico ne risenta troppo,in quanto il lungo lipidico aerobico è e rimane l'allenamento per eccellenza,ance con all'interno delle variazioni di ritmo.
Ed ora si guarda a questo 2017,nel frattempo dopo un mese di sosta dalla collina,ho ripreso da metà dicembre gli allenamenti collinari con tre lunghi,due dei quali da 38km,in vista della prima gara di quest'anno,il Brunello crossing,gara da 45km e 1500D+ il 12/02  a Montalcino(SI),è sempre un piacere correre nei fantastici paesaggi toscani,soprattutto nel senese,un trail lunghissimo senza obiettivi particolari,che considero una tappa di avvicinamento per un trail ancora un pò più lungo che si correrà,sempre in toscana ad aprile,vero obiettivo di questa prima parte dell'anno e chissà...forse anch'esso tappa di avvicinamento per un altro ancora più lungo,ma come sempre il miglior giudice sarà il tempo,importante sarà comunque quello di continuare un percorso fatto quasi sempre fino ad esso,un percorso...trail.


settimana dal 09/01 al 15/01

Lunedì:7 km lenti su tappeto(ghiaccio in strada)
giovedì: fl2km+11km a fondo medio a 4'28" su sterrato
venerdì:10 km lenti
domenica: lunghissimo trail 38km con 1260D+ in 3h 57'
tot. 68km

settimana dal 16/01  al  22/01

lunedì:10 km lenti
mercoledì: lungo lentissimo trail di 26km totali (di cui 4 iniziali su tappeto)
giovedì: fl2 km+corsa svelta di 11km a 4'34"
sabato:4km fl+ 22km a ritmo medio 4'28"/km su terreno misto
domenica: defaticante (ma nn troppo) di 9km a 5'04"/km

totale:84km

martedì 1 novembre 2016

NON C'E' ASFALTO CHE TENGA....

Saint Vincent(28km 1700D+),Scuropasso(17km 650D+) e Omegna (34km 2156 D+),tre gare trail (ovviamente) che hanno caratterizzato il mio ultimo periodo,tra questi quella che ricorderò sicuramente è stato il trail del lago d'Orta con partenza ad Omegna(VCO) il 22/10, un trail bellissimo ed organizzato ad hoc con numerosissimi volontari disseminati sul percorso,ristori abbondanti con diversi generi alimentari,compreso quello finale ed un tracciato che,seppur immerso per lunghi tratti nella nebbia si presentava proprio grazie ad essa molto suggestivo e stupendo.
Una gara che sapevo fosse stata difficile,non tanto per il chilometraggio(34) quanto per il dislivello,in quanto per motivi logistici,trovo difficoltà ad allenarmi con dislivelli tali,per cui quei (quasi)2200D+ sapevo sarebbe stato il mio limite(anzi forse un pochino oltre),per cui l'ho preparata il meglio possibile anzitempo fin dall'inizio dell'estate,considerandolo come obiettivo principale del 2016,ma già fin da febbraio,cioè quando ho iniziato ad aumentare il dislivello con gare "intermedie".
Partenza in orario alle 10 con oltre 400 trailer iscritti,numerosissimi gli "esterofili" presenti,soprattutto tedeschi,francesi e tanti nordici,nuvole basse ma non piove,la prima salita è tutta su asfalto poi ne segue un'altra di quasi 2km con quasi 400 mt. di dislivello fino ai due paesi di Quarna(sotto e sopra) dove successivamente inzia la salita per il monte Mazzoccone,una salita con molti tratti tra roccette,sentieri strettissimi e pecore,si perchè ci siamo trovati uno sbarramento fatto di bianchi animali lanosi :-) che ci osservavano con sufficienza e che non ne avevano la minima intenzione di spostarsi,la parte finale della salita è stata durissima,la cima del monte è apparsa all'improvviso dileguando quella nebbia che ne impediva la visuale,ma era impossibile perdersi,il percorso era segnato non bene ma di più ed anche gli ostacoli erano balisati.

Discesa per fortuna non troppo tecnica e successiva salita verso il monte tre croci,il punto più alto della corsa,salita non lunga ma i quasi 400 mt. di dislivello in soli 1,5km l'hanno resa durissima e affaticante,pendenza media ben oltre il 20%,qui le roccette hanno lasciato il posto ad un più accomodante sentiero erboso misto a radici e terra,le mie gambe accusano la fatica,i battiti sono ben oltre quelli preventivati col rischio del sorgere dei crampi,ma la testa mi sorregge in modo esaltante in questa mia piccola avventura e,anche quando i crampi si presentano,anche se in maniera debole,il grosso della salita è stata fatta...17 km e quasi 1800 D+ fatti,ne rimangono 400 ma in 17 km,inizia una serie di discese,il mio punto debole...ma per fortuna,a parte qualche tratto,non sono molto tecniche e questo mi dà forza e coraggio per spingere anche in quel frangente,il paesaggio immerso nei colori autunnali resi pallidi dal grigiore della nebbia rende comunque il tutto molto suggestivo,cado in modo "controllato" un paio di volte e all'improvviso sbuca la riva del lago di fronte,sono iniziati gli ultimi 3km che mi porteranno al traguardo,un arrivo con molte persone ad applaudire gli arrivi dei trailer e gran finale su una pedana alta con fasci luminosi addosso,tutto molto bello ed emozionante,concludo in 4h 51' in 61ma posizione assoluta su 400 trailer e sesto over 50 su 53 partenti,una gran soddisfazione personale.


Una gara dove ho messo praticamente tutto me stesso,cuore e passione e,perchè no? direi anche devozione,si perchè per affrontare queste sfide che,anche se per molti sono "normali",richiede sempre un certo sacrificio e rinunce,la gara come sappiamo,è solo la punta dell'iceberg di tutto che ciò che c'è stato prima e l'arrivare sani ed integri è già di per sè una gran vittoria,ma è quello in cui credo e che mi appassiona maggiormente e non c'è asfalto che tenga.....







domenica 11 settembre 2016

LA MIA ESTATE

Tre mesi senza blog ma non senza corsa,anzi... è stata un'estate molto impegnativa con quasi 15000 mt. di dislivello tra luglio e agosto,una gara stupenda nell'Alessandrino di 26km e 1500D+ conclusa al quarto posto di categoria,una media di circa 65km a settimana con 3 lunghi da 35km e over 2000 D+ che diventano 4 se conto il Vigolana trail in Trentino corso a giugno.
Quando finalmente decidi di correre il tuo primo ultra trail,che avrei dovuto correre proprio ieri,ed una volta individuata la gara (Dolomiti di Brenta trail 45km e quasi 3000D+ ),gioco forza aumenta l'impegno per raggiungere l'obiettivo con tutto quello che ne consegue,sacrifici,dedizione,allenamenti orientati alla pura resistenza tralasciando quasi del tutto la velocità,rischio infortuni...ed è proprio quest'ultimo che in qualche modo ha vanificato quanto di buono fatto prima,un infortunio non da sovraccarico ma accidentale,un piede che ti scappa velocemente all'indietro su una salita ripida scivolosa esattamente un mese prima dell'appuntamento.
Stiramento di secondo grado nella parte finale del soleo,solitamente poco propensa ad un infortunio se non proprio per una veloce "stirata" dovuta ad uno scivolamento,per fortuna son solo 6mm di stiramento,15gg. di stop assoluto,ripresa graduale per una settimana,ecografia di controllo che sancisce che è quasi tutto a posto ma vivamente sconsigliato una corsa di circa 7h per cui gara cancellata.

Ma non ho comunque cancellato dalla mente quelle 4 volte in cui per oltre 5h mi trovavo a correre sulle montagne raschiando spesso il fondo del barile,mettendo a dura prova il mio fisico ormai non più giovanissimo,con oltre 2000mt.D+ (max 2300),dislivelli non certo esorbitanti ma che fino a pochi mesi fà avevo sempre escluso di fare,rimane il rammarico di non aver potuto esserci a quell'ultra che aspettavo fin dall'inizio dell'anno,ma in quei durissimi allenamenti su e giù con tantissima fatica e perseveranza io con la mia mente e le mie gambe....c'eravamo eccome. 

mercoledì 8 giugno 2016

RACCONTO DI VIAGGIO,IL VIGOLANA TRAIL

Settima gara dell'anno,il Vigolana trail.

A dire il vero questa gara per me è iniziata un paio di giorni prima in quanto per la prima volta avrei dovuto affrontare i 2000 D+ e questo mi creava un pò d'ansia e preoccupazione,certo c'ero andato vicino 15 gg. or sono in allenamento,ma con un ritmo veramente blando,inoltre sapevo ci fossero stati i primi 12 km praticamente tutti in salita che dai 700 mt. di Vigolo Vattaro ci avrebbero portato fino ai 2150mt. del becco di filadonna.
300 trailer ai nastri di partenza fermi ad aspettare lo start e dopo un'attenta verifica del materiale obbligatorio prima della spunta,alle 8,30 viene dato il via per questi 35 km ed è subito salita,prima su forestale comoda ed abbastanza larga che permette un certo sfoltimento al gruppone per poi passare in single track tra radici e sassi e poi solo sassi,una varietà di terreno che mette a dura prova le gambe,ogni tanto si trova qualche piccola discesa,ma quei 12 km sono interminabili,cerco di non forzare eccessivamente e salgo alla mia frequenza cardiaca del medio,la temperatura è ottimale,dal basso ogni sguardo verso la cima incute qualche piccolo timore in quanto sembra non avvicinarsi mai,gli ultimi 4 km prima del becco sono in campo aperto,la salita si fà ancor piu ripida negli ultimi 2 con un dislivello medio del 28% (dati Garmin),inoltre i sassi movibili sul sentiero non permettono un grip ottimale delle scarpe,i muscoli sono messi a dura prova in questo tratto ed all'arrivo sul becco di filadonna,prima di iniziare la discesa devo riprendermi un attimo,mai fatta una salita così lunga con un dislivello di circa 1450D+ .
Quando comincio la discesa decido di affrontarla con molta calma,il lavoro delle gambe cambia repentinamente diventando eccentrico,la discesa nel primo tratto è molto tecinca,erba e sassi dappertutto,si corre praticamente in campo aperto e qui mostro i miei limiti,il terreno troppo tecnico non fà per me,mi passano diversi trailer e non riesco proprio a stare al loro passo,ho più paura di loro,un infortunio od una caduta rovinosa potrebbe pregiudicare parte della stagione,dopo un paio di km per fortuna il terreno cambia nuovamente trasformandosi in un single track corribile molto bello in costa tra salite e discese per circa 10-12 km,tutti in campo aperto,purtroppo il tempo abbastanza nuvoloso non permette una visuale fino a valle se non in piccoli tratti,si corre anche in campi d'erba fino ad arrivare all'ultima salita degna di nota,al cornetto di Folgarìa,400 mt. di dislivello in cui i crampi mi hanno rallentato,ma era inevitabile,passato quel cornetto è iniziata una lunga discesa inizialmente molto tecnica,poi su forestale di circa 9km interrotta qua e là da qualche brevissima salita,i crampi sembrano essere spariti.

Quando mancano circa 4km inizia a piovere,un forte acquazzone ma che non preoccupa più di tanto chi come me è ormai giunto al termine delle sue piacevoli fatiche,chiudo i miei 35 km in 80ma posizione su quasi 300 trailer in 5h e 14',osservo l'altimetro barometrico del mio Fenix,il quale segna un dislivello positivo di ben quasi 2200 mt!!,ben oltre i 2000 dichiarati dalla pur ottima e bravissima organizzazione,presente con numerosi volontari che presidiavano numerosi tratti del tracciato,anche a loro và il mio personale ringraziamento,ottimi i ristori e le segnalazioni del percorso.
La soddisfazione è tanta,l'integrazione è andata benissimo,la testa ha retto ottimamente i momenti di difficoltà,i crampi sono si arrivati ma penso di averli gestiti abbastanza bene,aiutato anche da temperature non estive,la mia fc media finale è stata di 135 che corrisponde all'88% della mia soglia anaerobica,ben oltre quello che mi aspettavo,è stata un'esperienza fantastica ed ancora una volta sono qui a ringraziare la montagna,che mi permette sempre di trovare nuovi stimoli e piacevoli sofferenze tra sentieri e rocce,la passione per lei è tanta e penso sempre al silenzio irreale,alla serenità dei boschi,al fascino completo delle sue forme,per me le Maldive o le Seichelles sono lassù....






inizia la discesa....troppo tecnica per il sottoscritto
arrivo al ristoro presso il rifugio




Il mio arrivo 











martedì 17 maggio 2016

GIGLIO TRAIL

La stagione è entrata orami nel vivo,chi ama il trail (e non solo)ha scritto da tempo i suoi programmi sul calendario e nella mente i propri piccoli sogni,con la speranza che possano essere realizzati,le variabili nel proseguo del tempo sono molte e sappiamo che spesso intralciano con quanto desiderato.


Il mio personale programma non ha subìto per fortuna(almeno fin'ora) nessuna variazione da quanto programmato anzitempo,le gare in programma stanno seguendo quanto previsto mesi or sono,dall'ultimo post due sono state le gare che ho corso,il trail Aschero in Liguria(31km e 1600D+),ma è stato il Giglio trail corso l'altro ieri che mi ha molto ben impressionato. Quella magnifica isola dell'arcipelago toscano è stata teatro di un trail alla sua prima edizione,26 km con 1350D+ che hanno segnato le gambe per la massiccia e continua presenza sul tracciato di sassi granitici come in foto (presa dal profilo Facebook dell'organizzazione),
Percorso quindi tutt'altro che agevole,a tratti estremamente tecnico con il passaggio di rocce dovendosi aiutare con le mani e discese ripide quanto pericolose per la presenza continua di sassi e pietre granitiche tipiche del posto,non oso immaginare come le avrebbe potuto rendere un eventuale pioggia,ma oltre alle gambe anche il cuore e l'anima sono state segnate,si perchè quella stupenda quanto bassa macchia mediterranea tipica della zona rendeva l'isola un sipario aperto e gli attori protagonisti siamo stati noi trailer, la spettacolarità di tutto l'ambiente circostante ha reso questo trail indimenticabile,coinvolgendo anima e corpo lungo quei sentieri selvaggi quanto inospitali,ma siamo noi che dobbiamo adattarci alla natura e non viceversa in quanto noi siamo solo degli ospiti.Complimenti agli organizzatori che hanno potuto permettere di conoscere e promuovere angoli nascosti e molto suggestivi di quell'isola.
Anche se lo ritengo solo un particolare,il quinto posto di categoria completa questa magnifica avventura.

Corse come queste ti lasciano sempre dentro qualcosa al tuo zainetto,le considero una delle massime espressioni di libertà,la libertà di poter salire e scendere da un monte potendo dire che ce l'hai fatta con le tue forze,di avere spesso superato certi limiti che pensavi fossero dei muretti invalicabili,dimostrando a te stesso che con la giusta preparazione certi ostacoli,sia nel trail come nella vita si possono e si devono superare,si perchè la vita è come un percorso trail...è un continuo cambiamento di condizioni,ma sempre tutto tremendamente bello perchè amo ogni magnifico e terribile minuto di questo.