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domenica 6 aprile 2014

OSSOLA TRAIL

L'Ossola trail di stamattina con i suoi 1900 D+ mi preoccupavano non poco,sapevo sarebbe stato un test molto impegnativo per me,quel dislivello mai fatto prima d'ora mi obbligava alla prudenza soprattutto nella salita iniziale,lunga 6km e con una media del 20% di pendenza.
Dopo il solito briefing tecnico in cui vengono illustrate le varie difficoltà presenti sul percorso,oltre alle solite(giuste)raccomandazioni per il materiale obbligatorio che ogni trailer dovrebbe avere si parte e dopo un tratto di salita abbastanza corribile eccola davanti a noi,ci aspettano 1200 D+ in 6 km!!,Inutile forzare o cercare di correre,mani appoggiati ai quadricipiti e si cammina cercando un ideale compromesso tra velocità di camminata e gradualità dello sforzo in questa lunga salita. Man mano che si sale i battiti cardiaci salgono anch'essi a livelli di come se corressi un medio/veloce,ma stò solo camminando!,segno che lo sforzo è comunque alto,devo rallentare,mi aspettano oltre 4 ore di gara,con quei battiti arriverei in cima "brasato" rischiando di non avere forza nelle gambe per una lunga discesa e nel trail è tutt'altro che semplice in quanto serve una completa quanto ottima efficienza e controllo delle gambe per poterle gestire al meglio nel terreno sconnesso ed evitare pericolose e rovinose cadute,non solo,dopo quella discesa ci sono altri 4km di salita al monte Montorfano al 15% di media.
Si sale in continuazione,non c'è un attimo di tregua.
A 1km dalla vetta quasi di colpo arriva una crisi,prettamente muscolare,non forzo,vorrei spingere e ho fiato per farlo ma le gambe si rifiutano!!Troppo lunga questa salita per le mie gambe a cui sono sconosciuti questi dislivelli in pochi km,i quadricipiti cominciano a gridare vendetta e mi torna in mente il periodo in cui i crampi al vasto mediale mi limitavano,li scaccio dalla mente e cerco di non guardare mai il Garmin per vedere quanto manca alla vetta...soffro,ma chi in quella salita non lo stà facendo?!           
In alcuni scorci di bosco la natura offre un anteprima di quello che si vedrà in cima al monte Faiè,in quei momenti immagino sempre che è come se lei ti spronasse a salire per dirti che il meglio deve ancora arrivare,sono li per quello ed in un modo o nell'altro in cima ci arriverò anche stavolta.
Si prosegue per deliziosi alpeggi,l'ultimo tratto di salita è ancora più ripido e sono in piena crisi quando finalmente arrivo ai 1400 metri del monte Faiè,sono in vetta!
Una volta giunto in cima,la fatica di quel dislivello è ripagata da quello che abbiamo trovato,raramente mi fermo ad osservare e fotografare con calma il paesaggio ma questa volta l'ho fatto,perché? Beh,oltre ad un naturale rifiatamento è stato come se si fosse aperto un sipario...quello della natura, una balconata di prim'ordine.
Lo sguardo spazia dalla piana del fiume Toce al lago Maggiore e di Mergozzo,dal lago d'Orta alle montagne della selvaggia Valgrande,sembra il confine di due mondi diversi con una netta differenza paesaggistica e di vegetazione,il blu del lago ed il verde delle montagne facevano da contraltare a tutta una serie di figure geometriche meravigliose formate da queste montagne a picco sul lago e dall'irregolarità del perimetro del lago. Si intravedono anche le Isole Borromee e basta spostare un pò lo sguardo ed ecco all'orizzonte la catena delle Alpi innevate con la corona del Monte Rosa ed i suoi 4000 metri che spiccano più in alto.
Immagini belle,naturali,un punto panoramico eccezionale,il cuore mi si apre,la fatica per quella ripida e soleggiata salita sembra ormai un ricordo....ma non è così,quella crisi muscolare continua per almeno metà della lunga discesa a tratti veramente tecnica con radici disseminate dappertutto come tanti labirinti,è come vedere un groviglio di serpenti avvolti tra di loro. Dopo qualche km inizia la mulattiera,si potrebbe spingere ma le gambe non ne vogliono sapere,le assecondo,vengo passato da diversi podisti,si arriva al punto di partenza,punto di arrivo della 17km ma a noi ne restano ancora 10 con 700 D+ e mi chiedo come potrei farcela,faccio affidamento ancora una volta sulla mia voglia di soffrire in montagna,sò che la mia testa non mi dirà mai e poi mai di mollare,per cui la stacco dalle gambe e proseguo in salita,ma è qui che succede quello che non avrei mai pensato...la crisi sembra quasi passare,salgo bene,sembro rinvigorito e in quei 4km di salita passo una quindicina di podisti,la mia progressione mi stupisce,i battiti ricomniciano a salire,segno che le gambe hanno ricominciato a spingere. Salgo quasi in trance agonistica,la vetta del Montorfano è conquistata anch'essa e via in una discesa per nulla tecnica,orami è un gioco da ragazzi in quelle condizioni mentali giungere al traguardo,termino 43mo assoluto e avrei firmato per quel risultato,è la sesta gara in sette domeniche,la più dura in assoluto,come pretendere di più?
Deduzioni? non è stata dura...di più,ma sono molto soddisfatto,quella progressione totalmente insperata sulla seconda salita mi fà ben sperare per "quellacosachenondevofare(Magarelli ipse dixit)",ma ancora una volta quella droga del voler faticare per questa disciplina ha avuto la meglio,una forza di volontà che solo la montagna mi trasmette e rende sempre "tutto tremendamente bello". 

La piana del Toce e sullo sfondo il lago d'Orta


Veduta del Lago Maggiore e Lago di Mergozzo



Nel dettaglio la settimana:


 Lunedì:6km rigeneranti su treadmill
 Martedì:riposo 
Mercoledì: fondo lento+fartlek 6x1'media 3'53"rec.1'media 4'58"totale 11km +esercizi Giovedì:11km fondo lento
 Venerdì:30' esercizi
 Sabato:
Domenica:Gara Ossola Trail a Mergozzo (VB) 27,3km in 4h 04'43" 1901 D+


 Totale:55km

23 commenti:

  1. Che spettacolo!! Tutto, dal racconto alle foto, era come assaporare il dolce sapore della fatica.. Mi sto bevendo la birra Opera, davvero squisita!!

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    1. Grazie,la fatica in montagna è sempre ripagata da certe visioni.
      Stasera l'ho bevuta anch'io...ne avrei bevute due :-D

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  2. E inserito il tuo risultato nelle mie classifiche live.. Le classifiche però ci saranno da domani

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    1. Grazie,io ho visto la classifica appesa al traguardo ma saranno pubblicate domani.

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  3. Che dire...tutto fantastico..dai muscoli urlanti, ai panorami mozzafiato, all'arrivo in ottima posizione.
    E' incredibile cosa possa fare il nostro fisico guidato dalla mente, dagli stimoli e dagli obiettivi.
    Complimenti!

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    1. Molto spesso dove nn arrivano le gambe arriva la testa(entro certi limiti logicamente) .
      Quando però hai obiettivi ben chiari in testa i conseguenti stimoli ti aiutano moltissimo a superare i momenti di forte difficoltà.

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  4. Quasi ho faticato anche io insieme a te, nonostante il "tremendamente bello" deve essere stata dura anche per uno come te!
    Ho imparato due cose: "briefing tecnico" e "materiale obbligatorio", sono cose a me sconosciute, io faccio gare facili dove le uniche cose necessarie sono coprire le parti intime e tenere esposto il pettorale, tutto il resto è un di più ;-)
    Infine, ma non per ultimo, c'è stata una tua (quasi) ammissione per quellacosachenondevifare... siamo qui ad aspettare di sapere il tuo numero di pettorale!

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  5. Il tremendamente bello ha un significato ambiguo,è inteso anche per dire che è comunque una disciplina tremenda e dura ma stupenda.
    In ogni trail che si rispetti c'è sempre un briefing dove si devono portare a conoscenza dei trailer le difficoltà presenti,eventuale neve,ghiaccio,rocce od altro che può compromettere l'integrità fisica dei podisti,il materiale obbligatorio è richiesto per l'improvviso cambiamento climatico a cui è soggetta la montagna e solitamente è composto (almeno)da telo termico,giacca a vento,fischietto e cellulare col numero dell'organizzazione ed una riserva idrica ed alimentare.
    Hai detto bene...quasi un ammissione...è stato solo un primo semplice test!! :-))

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  6. Le classifiche sono on line! Barbara è ancora alle prese con l'acciacco della settimana scorsa? Saluta da parte di tutta la Deandrea's family

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    1. Stefania...Barbara è la moglie di Gallo :-DD
      Purtroppo ha ancora qualche sintomo,inoltre si è aggiunto un fastidioso raffreddore con tosse.
      Ho visto la classifica,mi hanno retrocesso di 4 posti :-) mah nn capisco sulla classifica appesa al traguardo ero classificato 43mo....vabbè.
      Un abbraccio a tutti voi...da tutti noi!

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    2. Che acciacco ha mia moglie?...:)...

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  7. Ahahah mi sà che gliel'ha mandata :-D

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  8. Bravo Saverio! Ti consigli oa settembre il trail del lago maggiore a maccagno!

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    1. Grazie!....e' un ultra dei papabili tre che ho nel mirino ma....sssshhhh!!,non deve saperlo il Saverio pugliese :-D

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    2. AHahaah,l'ho detto solo per vedere cosa avresti scritto :-DD

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    3. Eppure un giorno correremo insieme su asfalto ed in piano!... considera questa mia affermazione più come una minaccia che come un invito.

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    4. Ti confesso che lo farei,non avrei problemi a correre in piano e su asfalto con la tua compagnia.

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    5. Lo sapevo ;-) ovviamente io vorrei rispondere che correrei in tua compagnia off-road e su dislivelli importanti, ma non ne sarei capace; non sarebbe più una corsa ma una camminata.
      Il problema è che ultimamente non bazzico molto il settentrione, quest'anno le gare più al nord che farò sono Rimini e Perugia.

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  9. Che vergogna.. per il nome ho sbagliato io!!! Stefania non Barbara :-(

    Credo che quando hanno appeso la classifica l'hanno divisa tra uomini e donne, al netto dovresti essere nella posizione che hai scritto nel post, ma bisognerebbe controllare, anche se non vedo altre possibilità, se non quella che si siano eventualmente perso qualcuno al momento della stesura

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  10. Non c'è problema! Comunque hai ragione probabilmente era la classifica maschile.
    Non c'era il chip,i giudici segnavano il tempo e gli arrivi a mano.

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  11. Fantastiche le foto, ti ammiro per la capacità di correre un percorso così tremendo e stupendo che sicuramente, all'arrivo, ha ripagato tutte le fatiche....ma che fatica! Certo che il podismo - in generale - ha una componente masochistica, c'è poco da fare. E per un trailer come te ce ne dev'essere anche un pizzico di più degli altri ;-)

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  12. Grazie Alain! Come sai ci sono percorsi anche molto più difficili di questo,hai ragione a chiamarla "componente masochistica"...è un qualcosa che è difficile spiegare,è una fatica piacevole mischiata ad uno spirito di avventura in percorsi stupendi,ma stavolta è stata veramente dura.

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