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venerdì 2 giugno 2017

DOPO QUATTRO MESI....

Ogni tanto mi ricordo di avere un blog,molto spesso è trascurato,eppure questa specie di diario aperto,è utile per poter raccontare ...ma utile anche a noi "autori", in quanto rileggendo mesi o anni dopo certi post (sono oltre 5 anni) riemergono le sensazioni,emozioni,progetti,speranze ed aspettative di allora e così sarà fra qualche anno per i post di oggi.
Quattro mesi di assenza con in mezzo alcune gioie come il primo posto di categoria in un trail sulle colline fiorentine,ma anche qualche delusione,soprattutto per la mancata partenza,causa infortunio,  dell'ultratrail di aprile in Toscana,che avevo preparato da mesi,infortunio che per fortuna non è stato particolarmente brutto e che ho potuto gestire anche allenandomi,fermandomi completamente dalla corsa"solo" per 5gg.(ho fatto nuoto),ma per oltre un mese ho dovuto rinunciare ai dislivelli e rinunciare a questo è come togliermi metà del piacere della corsa...l'altra metà è lo sterrato :-))
Siamo a Giugno e sono solo 3 le gare corse in questo 2017,l'ultima,domenica scorsa ad Arenzano è stata tremenda,non solo il caldo,anomalo per quelle zone,ma un tracciato molto tecnico,duro e difficile hanno lasciato il segno sulle mie gambe che,ancora oggi,dopo 5gg. sento qualche doms ancora presente.

Poco dopo la partenza la strada ha cominciato imperterrita a salire quasi in modo costante,inizialmente su asfalto,poi cemento e poi dopo circa 2/3km inesorabilmente sono cominciati i sentieri,quelli veri,puri e difficili,dove l'appoggio del piede non è mai regolare,dove un movimento della pietra ti riporta indietro la gamba,dove un passo avanti sembrano due e quando non trovi sassi o pietre ti trovi le radici che come serpenti vorrebbero avvolgerti il piede,questa salita è durata ben quasi 12 km con pochissimi tratti di prato,per di più corsi tutti sotto il sole,questo se da una parte permetteva una visione aperta dell'appennino ligure,dall'altra portava ad un facile surriscaldamento corporeo.
Sono allenato alle salite ma  non per quelle così lunghe e difficili,quei 12 km son sembrati 20,sudavo e soffrivo in continuazione ed arrivato al termine della salita ho tirato un grossissimo sospiro di sollievo..bene ora comincia la discesa...peccato che è stata una discesa che in qualche modo mi ha fatto rimpiangere la salita,di quei 11km di discesa continua i primi 7/8 erano quasi impossibili da correre,un pietraio unico e mobile come fossero trappole pronte a scattare,impossibile togliere lo sguardo da terra per guardarti intorno,rischio altissimo di cadute e/o distorsioni,nonostante abbia fasciato le caviglie prima della partenza,non mi fidavo comunque,in molti si lamentano della durezza del tracciato,una discesa che non lascia respiro,che ti fà scendere in continua frenata e che ad ogni goccia di sudore che ti scende sugli occhi devi affrettarti a toglierla per poter vedere bene,quando negli ultimi 3/4 km son cominciati i sentieri corribili le forze di tutti noi erano ormai agli sgoccioli,le gambe erano già doloranti,per inerzia scendevi seguendo la discesa fino all'arrivo.

Posso dire tranquillamente che,insieme al trail del Cervino di tre anni fa,è stata la corsa più difficile e dura tra le mie oltre 130 gare,neppure le ecomaratone o la 44km di Montalcino sono state cosi dure,si perchè non contano solo i km o il dislivello ma conta tantissimo anche le caratteristiche del tracciato,perchè una 22km come questa con 1300D+  è sicuramente peggio di una 44km con 1600D+  corsa su un tracciato molto meno tecnico,basti pensare che ci sono voluti ben 3h e 20' per terminarla e non sono stato uno di quelli finiti dietro,avendo concluso ottavo di categoria su 32 e 62mo assoluto su 207,in ogni caso una soddisfacente prestazione,tenendo conto che non mi alleno mai su salite così lunghe e con tracciati super tecnici,amo i trail,le mie gare sono quasi esclusivamente tali o comunque off-road,ma in queste occasioni l'incolumità fisica è messa eccessivamente a rischio e quindi "oltre" anche alla mia anima trailer.

sabato 18 febbraio 2017

I LOVE TOSCANA

La toscana si conferma sempre più la terra dove amo correre,territori dolcemente ondulati misti ad improvvise salite irte con discese scoscese,strade sterrate scorrevoli e visuali molto ampie e magnifici passaggi tra i tipici casali delle campagne toscane,castelli e filari di vigne.
Montalcino,questo il luogo della mia ultima gara,la patria del prestigioso Brunello ma anche un posto ricco di storia e natura,dove molti trailer si trovano a loro agio.
Una manifestazione che ha registrato il sold-out quindici giorni prima del termine delle iscrizioni,poco più di 43km la gara corsa con oltre 1600D+ con partenza dalla fortezza di Montalcino.
Una gara che per me rappresentava(almeno queste erano le intenzioni iniziali) un lungo lento in preparazione di un ultratrail,il Tuscany Crossing.
Primi 14 km in prevalente discesa cui bisognava prestar attenzione a lasciar andare le gambe ma senza forzare,in quanto nella seconda parte si doveva affrontare quasi tutto il dislivello presente col rischio di arrivare con le gambe "brasate",una prima parte in cui non mi lascio prendere dall'agonismo e proseguo col mio ritmo ed i miei battiti predefiniti,corriamo praticamente sempre su strade bianche,indosso scarpe da trail non estremo,ma quelle da strada erano ideali,corro tranquillo con la mente sgombra da qualsiasi velleità di classifica,obiettivo arrivare con nelle gambe ancora forza per correre qualche km in più,volgo spesso lo sguardo in entrambi le direzioni per scrutare il paesaggio fino all'orizzonte,la giornata è un poco nuvolosa con un sole che sembra voglia uscire da un momento all'altro,la temperatura è perfetta per poter affrontare una lunga distanza.
Giunto al 15mo km comincia la gara,quella vera,con improvvise salite e conseguente cambio di lavoro dei muscoli delle gambe dall'eccentrico al concentrico,ma anche cambio di terreno lasciando le strade bianche per terreni più da trail,meglio affrontarle con calma per dar modo ai muscoli di riadattarsi al cambio di sforzo,scelta azzeccata quella di partire coi braccioli in quanto lo sforzo essendo diventato maggiore aumenta i battiti ed il caldo corporeo e loro son diventati di troppo e quindi li riavvolgo sui polsi,nelle discese comincio ad integrare anche con alimenti solidi(uvetta e datteri i miei preferiti),mi preoccupo soprattutto di gestire lo sforzo cercando di effettuare dei tira-molla non sfiancanti,col passare del tempo e dei km noto che passo diversi trailer,forse partiti con troppa veemenza in quelle discese iniziali,camminano anche su salite corribili,mi sento bene ed ormai ho abbandonato la mia tattica iniziale del lungo lento cercando una progressione dello sforzo,la mia adrenalina è a mille,certo non senza rischi di finire la benzina o dei crampi,che infatti arrivano(anche se non in maniera invalidanti),ma ormai sono al 40km e posso gestirli tranquillamente in quanto dietro di me vedo il vuoto....e pure davanti,rimane un ultimo sforzo,la salita verso Montalcino di circa 1,5km,tutta su ciotolato,le gambe dopotutto reggono anche quella salita dopo quasi 42km e qualche brivido mi assale nel passaggio nella fortezza ed appena fuori da essa,il gonfiabile che decretava la fine di questo meraviglioso viaggio,39mo assoluto della classifica maschile su quasi 200 podisti,nessuna classifica di categoria,guardando l'anno di nascita di chi mi ha preceduto sarei stato secondo MM50,certo in questo periodo della stagione molti trailer devono trovare ancora la loro forma,in ogni caso non importa per quella assenza della classifica di categoria,la mia mente ed il mio spirito sono invasi da una sorte di benessere enorme ed appagante,doverosi i complimenti agli organizzatori e ai numerosi volontari che hanno sostenuto ed incitato i trailer in questo emozionante percorso.
Tutta quelle serie di combinazioni azzeccate in questa gara (soprattutto integrazione,idratazione,tranquillità mentale,gestione dello sforzo) dovrò farne tesoro per l'ultra di aprile,sono corse lunghe in cui anche sbagliare uno di quei fattori può compromettere la gara facendola diventare un piccolo dramma,ma quella è e sarà in ogni caso un'altra magnifica avventura in questa terra...un sogno lungo 54km.





domenica 22 gennaio 2017

TO BE CONTINUED....

Se ne và un altro anno,il decimo da quando indossai le prime scarpette da running,le Nike air Pegasus,acquistate alla Decathlon e da allora ne è stato consumato di tempo...e di scarpe.
Quello che non passa è sempre la voglia di correre,soprattutto in ambienti naturali,di faticare su e giù per colline e montagne,di mettermi sempre alla prova con nuove esperienze in nuovi posti e perchè no,anche in prove più difficili,di recente ho spento le 52 candeline ma se il fisico continuerà a sorreggermi,non ci penserò più di tanto alla mia età anagrafica.
Un 2016 ottimo con 12 gare all'attivo,trasferte in liguria,toscana,trentino,val d'aosta,piemonte ed emilia romagna,in particolare ricordo il trail dell'isola del Giglio,una gara spettacolare in un'isola "inospitale",disseminata di pietre su quasi tutto il percorso,ma di una bellezza unica,ma anche il trail del lago d'Orta merita una menzione per i paesaggi che offre alla vista dei trailer e poi il pico trail nella valle Imagna e poi Saint Vincent,posti differenti ma accomunati da bellezze naturali.
In totale quasi 3200km percorsi,52000 mt. di dislivello totale,tre podi di categoria e diversi ottimi piazzamenti,è stato un anno in cui ho "alzato"la mia asticella del dislivello toccando per diverse volte in gara e allenamento i 2000 e oltre D+.
Nell'ultima gara,corsa nella bergamasca il 20 novembre(32km 2200D+),le gambe hanno mostrato una non indifferente stanchezza per cui per circa un mese ho completamente lasciato perdere le salite,cercando di migliorare la velocità in piano,un pò trascurata negli ultimi tempi in quanto con gare quasi sempre di 35km circa con 1700/2000 D+ la resistenza aerobica diventa prioritaria,relegando il mantenimento della velocità a quegli allenamenti si di qualità ma senza che il fisico ne risenta troppo,in quanto il lungo lipidico aerobico è e rimane l'allenamento per eccellenza,ance con all'interno delle variazioni di ritmo.
Ed ora si guarda a questo 2017,nel frattempo dopo un mese di sosta dalla collina,ho ripreso da metà dicembre gli allenamenti collinari con tre lunghi,due dei quali da 38km,in vista della prima gara di quest'anno,il Brunello crossing,gara da 45km e 1500D+ il 12/02  a Montalcino(SI),è sempre un piacere correre nei fantastici paesaggi toscani,soprattutto nel senese,un trail lunghissimo senza obiettivi particolari,che considero una tappa di avvicinamento per un trail ancora un pò più lungo che si correrà,sempre in toscana ad aprile,vero obiettivo di questa prima parte dell'anno e chissà...forse anch'esso tappa di avvicinamento per un altro ancora più lungo,ma come sempre il miglior giudice sarà il tempo,importante sarà comunque quello di continuare un percorso fatto quasi sempre fino ad esso,un percorso...trail.


settimana dal 09/01 al 15/01

Lunedì:7 km lenti su tappeto(ghiaccio in strada)
giovedì: fl2km+11km a fondo medio a 4'28" su sterrato
venerdì:10 km lenti
domenica: lunghissimo trail 38km con 1260D+ in 3h 57'
tot. 68km

settimana dal 16/01  al  22/01

lunedì:10 km lenti
mercoledì: lungo lentissimo trail di 26km totali (di cui 4 iniziali su tappeto)
giovedì: fl2 km+corsa svelta di 11km a 4'34"
sabato:4km fl+ 22km a ritmo medio 4'28"/km su terreno misto
domenica: defaticante (ma nn troppo) di 9km a 5'04"/km

totale:84km